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Clandestini denunciati dai medici
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La nuova norma approvata dal Senato il 5 Febbraio 2009, riferita all’emendamento della Lega Nord che permette ai medici di denunciare il cittadino straniero clandestino nella loro attività sanitaria, abrogando la precedente legge che proibiva tale iniziativa, ha creato un intenso dibattito nella società civile e tra i sanitari per i pericoli che tale decisione possono portare nel nostro contesto di cura alle persone.
L'emendamento sopprime il comma 5 dell'articolo 35 del decreto legislativo del 25 luglio 1998, n. 286, ossia il Testo unico di disciplina dell'immigrazione nel quale si leggeva: "L'accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano".
Il sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha accolto tale iniziativa dichiarandosi "assolutamente soddisfatta, e certa che non vada contro scienza e coscienza del medico, perché non obbliga nessuno ma lascia decidere i camici bianchi, perché dietro ogni medico c'è anche un cittadino". "Credo che sia un dovere del Servizio Sanitario Nazionale - ha aggiunto - impegnarsi per contrastare l'immigrazione clandestina. Questo è il mio parere, poi i medici saranno lasciati liberi di scegliere".
L'emendamento "non affievolisce il mandato del Ssn perché vengono comunque garantite le cure a tutti".
Di altro parere sono molte associazioni e organismi che raccolgono invece gli operatori del settore sanitario.
La denuncia da parte dei medici a cittadini stranieri clandestini infatti priverebbe questi di un diritto alla salute e allontanandoli dai servizi sanitari creerebbe anche un grave danno sanitario alla società in quanto cittadini presenti sul territorio, non potranno curarsi con gravi conseguenze personali ma anche della società stessa.
La cura dei cittadini presenti sul territorio nazionale non riguarda iniziative contro la clandestinità, riguarda soltanto il benessere di chi è nel nostro paese e di conseguenza di tutta la società.
Secondo tutte le voci sanitarie che si sono levate contro questa iniziativa si sottolinea il ruolo medico e sanitario che è quello di curare.
I medici devono solo curare
L’ Ordine dei medici nazionale tramite il presidente della Federazioni degli ordini dei medici (Fnomceo) Amedeo Bianco ha ribadito il suo disaccordo a tale iniziativa. "Ribadiamo il nostro rispettoso ma fermo dissenso, per una norma che va contro l'etica e la deontologia, e si potrebbe rivelare un boomerang sul piano della salute pubblica". La norma "va contro il principo base della tutela della salute pubblica, cioè il libero accesso alle strutture e anzi l'incoraggiamento a recarvisi in caso di problemi di salute". “Sul profilo etico l'immagine che ne esce è quella di un sistema che forse perde colpi sul piano dell'accoglienza. La tutela della delinquenza da parte dei medici c'è già. Se viene da noi un clandestino accoltellato, o picchiato, o moribondo, abbiamo già l'obbligo di referto. Ma allargare questa norma a tutti i clandestini mi sembra sia un vulnus alla ragione e alla coscienza".
Anche l’Anaoo Assomed ha sottolineato l'importanza di non avere limitazioni nell'accoglienza dei malati per prevenire pericolose quanto evitabili forme di discriminazione che in questo ambito potrebbe portare a situazioni di vero e proprio allarme sanitario.
"La scelta - ha dichiarato Stefano Biasioli, Presidente Nazionale CIMO-ASMD - di 156 Senatori di votare a favore di un anomalo emendamento, che costringerebbe i medici a denunciare lo straniero irregolare che si rivolge alle strutture sanitarie, non provoca meraviglia ma ribrezzo nei medici del SSN. Ciascuno di noi ha giurato, all'inizio della sua professione, di curare in maniera uguale tutti i pazienti che necessitino di cure mediche. Il giuramento d'Ippocrate è certamente prioritario rispetto a "certe regole/norme" dello Stato, soprattutto se in grave sospetto di incostituzionalità e di razzismo"."Per il bene di questo Paese, la CIMO si augura che la Camera voglia cancellare rapidamente l'emendamento in questione, indegno di un Paese civile. In caso contrario i medici continueranno a comportarsi come hanno fatto sinora: ossia curando la persona malata senza chiederle né la residenza, né la religione, né la cittadinanza".
L’ Amci (associazione medici cattolici italiani) sottolinea la sua preoccupazione che “gli irregolari non si rivolgano più al Ssn, per comprensibile paura". E su eventuali ripercussioni sulla salute della collettività.
"Sono certo - spiega all'ADNKRONOS SALUTE il presidente dell'Amci - che i medici si asterranno dal denunciare gli irregolari a cui prestano cure. E anche noi daremo indicazioni in tal senso, fatta eccezione, chiaramente, per quei pazienti che si sono macchiati di gravi crimini. Ma questo vale anche per gli italiani, non solo per gli immigrati. Saraceni riconosce: "non vorrei agitare spettri, ma è chiaro che se una malattia infettiva non viene curata cresce il rischio che si diffonda. E comunque, al di là di questo aspetto, siamo preoccupati per la salute dei singoli".
La CGIL FP attraverso il segretario nazionale Massimo Cozza annuncia che "I medici e gli infermieri al pronto soccorso degli ospedali non faranno i delatori né le spie verso i clandestini che hanno necessità di curarsi. Non chiederemo i documenti, rispettando la deontologia e la Costituzione che antepongono il diritto alla salute e alla cura". La norma abolita - incalza il sindacalista - era una norma di civiltà e di tutela della salute collettiva".
"A nome e per conto dell'intera Funzione Pubblica Cgil, che organizza, fra gli altri, i lavoratori e i medici del servizio sanitario nazionale, condanno fortemente quanto avvenuto" ha detto Podda. "L'emendamento rappresenta in tutta la sua drammaticità il degrado culturale, valoriale e politico che attraversa la maggioranza di centrodestra sul tema dell'immigrazione". Il provvedimento, ha aggiunto, "rappresenta, inoltre, una grave lesione del principio di universalità del diritto alla salute, e indurrà tantissimi stranieri senza permesso di soggiorno a rinunciare alle prestazioni del servizio sanitario nazionale, con tutto quello che ne consegue per i rischi per la salute di tutti i cittadini".
Giuseppe Garraffo Segretario Generale Cisl Medici sostiene che "Il provvedimento contiene ombre e criticità che occorreva evitare con saggezza". "Per la generalità dei medici il DDL approvato dal Senato è criticabile sul piano normativo, su quello etico-deontologico e su quello più strettamente sanitario-epidemiologico". "E' stato un errore, uno scivolone politico-parlamentare eliminare il divieto al medico di denunciare i pazienti immigrati clandestini". "E' di difficile comprensione e autolesionistico l'uso della discriminazione sanitaria nei riguardi dei clandestini". "Il medico deve agire secondo coscienza e i principi umanitari devono valere per tutti". "Una normativa sbagliata può rapidamente favorire il realizzarsi di una sanità clandestina e illegale con conseguente pericolo sociale derivante da gravi carenze della profilassi igienico sanitaria".
Medici Senza Frontiere sconcertata dal provvedimento
Medici senza frontiere "è sconcertata per la scelta del Senato di ignorare il grido di allarme lanciato da medici, infermieri e ostetriche, e continuerà la sua battaglia affinché" l'emendamento della Lega Nord al pacchetto sicurezza che cancella la norma secondo cui il personale sanitario non deve denunciare lo straniero clandestino che si rivolge alle strutture sanitarie pubbliche "venga bocciato dalla Camera".Msf "esprime profonda preoccupazione e allarme per le conseguenze dell'approvazione dell'emendamento" che elimina il principio di non segnalazione alle autorità degli immigrati irregolari. L'ambiguità conseguente a tale abrogazione e, di conseguenza, il concreto rischio di segnalazione e/o denuncia contestuale alla prestazione sanitaria creerà nell'immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche, una reazione di paura e diffidenza in grado di ostacolarne l'accesso alle strutture sanitarie. Tutto ciò potrebbe provocare una pericolosa 'marginalizzazione sanitaria' di una fetta della popolazione straniera presente sul territorio"."Siamo sconcertati per la scelta del Senato - dichiara Kostas Moschochoritis, direttore generale di Msf Italia - di avere consapevolmente ignorato il grido di allarme lanciato dagli ordini professionali di medici, infermieri e ostetriche e da centinaia di associazioni e rappresentanti della società civile. Una scelta che sancisce la caduta del principio del segreto professionale per il personale sanitario volto a tutelare il paziente come essere umano indipendentemente da ogni altra considerazione". Msf, promotrice insieme a Simm (Società italiana di medicina delle migrazioni), Asgi (Associazione studi giuridici sull'immigrazione) e Oisg (Osservatorio italiano sulla salute globale) della campagna 'Siamo medici e infermieri - Non siamo spie', si appella ora alla Camera dei deputati perché riveda la posizione assunta dal Senato sul comma 5.
Appello medici stranieri.
"Faccio un appello al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi affinché intervenga su questa proposta e faccia in modo di risolvere la questione degli immigrati stranieri irregolari presenti in Italia tramite le vie di collaborazione bilaterale con i Paesi di provenienza" afferma il professor Foad Aodi, docente in Fisiatria presso l'università La Sapienza, presidente dell'Amsi (associazione medici di origine straniera) e del Comai, la comunità del Mondo arabo in Italia, in merito alla possibilità per i medici di denunciare gli immigrati clandestini. Possibilità che secondo l'Amsi porterà a un drastico calo delle visite agli immigrati stessi, spaventati dal rischio di essere denunciati.
Gabriele Codini
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